Cosa è un contratto per differenza CFD?

Un Contratto per Differenza, l’acronimo forse più noto è CFD e deriva dall’inglese Contract For Difference, è uno strumento finanziario il cui prezzo deriva dal valore di altre tipologie di strumenti d’investimento.

I CFD rappresentano il modo più semplice di fare trading su materie prime ed indici grazie alla loro semplicità, alla facilità d’uso, alla leva, alla possibilità di vendere allo scoperto.

Un contratto CFD è un contratto tra un acquirente e un venditore,  invece di scamvbiare fisicamente il CFD permette di concludere una operazione in cui due parti scambiano denaro sulla base di variazioni di valore dell’attività sottostante tra il punto in cui l’operazione si apre e quando si chiude.

Le due parti si definiscono rispettivamente: parte acquirente e parte venditrice.

La parte acquirente realizza un guadagno se il valore dell’attività aumenta, e, ovviamente, una perdita nel caso il valore diminuisce.
La parte venditrice invece perde se il valore aumenta e guadagna se il prezzo diminuisce.

I CFD sono strumenti derivati, ovvero contratti o titoli il cui prezzo si basa sul valore di mercato di un altro strumento finanziario, come per esempio: azioni, indici finanziari, valute, tassi d’interesse o anche materie prime.

Come si fa trading con i CFD

Il trading con CFD permette di guadagnare sia che il mercato si muova al rialzo sia che si muova al ribasso.
Se crediamo che il prezzo di un asset crescerà allora apriamo una posizione di acqusito, se invece si crede che tende al ribasso allora si aprirà una posizione di vendita.

Quanto maggiore è il rialzo di mercato, nel caso di acquisto, quanto maggiore sarà il guadagno, e viceversa nel caso di vendita.

Facciamo due esempio su CFD che spieghino entrambe le azioni:

ABC plc (ABC International Bank plc) é quotata a €16,00.
Riteniamo che il mercato salità e compriamo 1000 CFD su unità, depositando il 5% del valore della posizione.
Il margine è data dalla seguente formula:5% x (1.000 (unitá) x €16,00 (prezzo) che secondo l’esempio è pari a €800.

A questo punto gli scenari possibili sono 2, profitto e perdita. Analizziamoli insieme.

Operazione in profitto
Ipotesi e previsione corretta, il pezzo sale da €16.00 a €16.30, decidiamo di chiudere la posizione.
Il prezzo si è mosso si 30 centesimi.
Il profitto è pari a 30 centesimi per l’unità, quindi €300 (30 x 1000).

Operazione in perdita
Ipotesi e previsione corretta, il prezzo è sceso di 30 centesimi, €15.70, crediamo inoltre che il prezzo non smetta di scendere e decidiamo di vendere.
Le perdite totali sono pari a 30 punti + le unità, ovvero €300.

 

I pro del CFD
I pro del trading con CFD si possono riassumere come segue:

  • Nessuna imposta di bollo
  • Negoziazioni sia che il prezzo si alzi che il prezzo si abbassi
  • Utilizzo della leva, ovvero marginazione, ovvero è possibile fare trading senza impegnare l’intero capitale.

I contro del CFD
Come sempre oltre i pro dobbiamo considerare i contro.

  • Effetto leva, obbligo di depositare una percentuale del valore totale della posizione ed alta esposizione
  • Non si fa trading con strumenti sottstanti
  • Rischi di perdere più del deposito versato
  • Costi di mantenimento piuttosto alti (costi che si applicano su posizioni aperte dopo le 17:00 orario New York
  • Volatilità e cambi repentini dei mercati
  • Rischio liquidazione, nel caso in cui non si hanno fondi sufficienti si rischia la chiusura di tutte o alcune posizioni